Primo piano di Ettore Uicich, irredentista istriano e volontario irredento (1870-1915)

Ettore Uicich nacque a Pisino il 16 Luglio 1870. Fu sin dalla giovane età un fervente irredentista e sostenitore dell’italianità dell’Istria. Il 27 luglio 1914 gli venne inviata la cartolina precetto con la quale veniva convocato alla fortezza di Punta Cristo a Pola per l’arruolamento nell’esercito austro-ungarico. Tuttavia Uicich si era già dileguato, diretto verso l’Italia per sostenere la campagna interventista.

Prima di lasciare la sua città, sotterrò come pegno di fede e di speranza una bandiera tricolore, da lui gelosamente custodita, in un posto che gli sembrava sicuro, e cioè sotto ad una pila per l’olio collocata tra due case, in una stradina secondaria dietro il corso di Pisino. Disse addio agli amici, con i quali aveva condiviso tante battaglie, ed uno di essi, dopo averlo salutato alla stazione, disse: “Di lui parlerà la storia”. Aveva ragione. Ettore Uicich, arruolatosi volontario nel 2° Reggimento Fanteria “Brigata Re” dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia, cadde sul Monte Calvario il 19 luglio 1915, nel corso della Seconda Battaglia dell’Isonzo, guadagnandosi la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione:

«Abbandonata la famiglia e la casa, si arruolò per partecipare alla guerra contro l’oppressore della sua terra. Si offrì volontario per assalire munitissime trincee nemiche insieme con un manipolo di altri irredenti. Lanciatosi tra i primi all’assalto, sotto micidiale fuoco avversario, cadde ucciso sulla posizione conquistata».
Monte Calvario, 19 luglio 1916.

Dopo il suo sacrificio, gli amici rimasti a Pisino si accorsero che infiltrazioni d’acqua stavano per danneggiare la preziosa bandiera, ed in una nebbiosa notte di ottobre del 1916 tre di essi scavarono sotto la pila e recuperarono la cassetta già corrosa per l’umidità. Eludendo la sorveglianza dei gendarmi, sostituirono la cassetta e la sotterrarono in un luogo sicuro. Quella bandiera doveva rivedere la luce e l’8 Novembre 1918, all’arrivo dei Bersaglieri a Pisino, fu esposta sulla casa di Ettore Uicich, ammantata di tricolori. Ora è custodita, prezioso cimelio, nel Museo del Risorgimento di Modena.

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