Promemoria per il Duce sul trattamento degli italiani di Sebenico e Spalato da parte ustascia (Notiziario G.N.R. 3 Giugno 1944)

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Notiziario G.N.R. del 3/06/1944, pag. 58
PROMEMORIA PER IL DUCE COMN.TE GENERALE G.N.R. (3 giugno 1944. XXII)
“Da fonte sicura si apprende che gli italiani di Sebenico e Spalato sono stati invitati dall’autorità politica croata a trasferirsi a ZARA perché la loro presenza in quei comuni, non è gradita”.

Fonte: Fondazione Luigi Micheletti – Brescia
Fondo “Notiziari della Guardia Nazionale Repubblicana”

Da questo documento, come da tanti altri disponibili, emerge l’ambiguo e, per meglio dire, ostile atteggiamento tenuto dagli ustascia e dall’NDH (Stato Indipendente di Croazia) nei confronti del Regno d’Italia, del Regio Esercito Italiano e degli italiani di Dalmazia. Non appena venne meno la superiorità militare italiana sul campo, gli ustascia vollero procedere all’annessione della Venezia Giulia e del governatorato di Dalmazia facendo “pulizia” di tutti gli italiani ivi residenti e/o, nel caso della Dalmazia, tornati nel 1941/1943 dopo l’esodo del 1920/21 ed anni seguenti. A tale proposito è bene ricordare anche che, il 10 settembre 1943, all’apice del caos conseguente alla resa incondizionata firmata a Cassibile 5 giorni prima, l’NDH proclamò quanto dichiarato dal Poglavnik Ante Pavelić, ossia l’annessione del Governatorato e della Venezia giulia, in via di occupazione militare da parte tedesca (i quali concessero le province di Spalato e Zara, ad esclusione della città per quest’ultima, formalmente sotto amministrazione civile RSI, mentre la provincia di Cattaro divenne un governatorato germanico e la Venezia Giulia, unitamente a quasi tutta la provincia di Lubiana, fu trasformata in zona d’operazioni Adriatische Kustenland).
La volontà annessionistica verso la Venezia Giulia e la Dalmazia, com’è noto e come emerge da una corretta lettura storica, non era appannaggio di alcuni partiti o di parte della società slava, bensì comun denominatore delle popolazioni slave in quanto tali sin dalla prima metà del 1800.
Il nazionalismo slavo trovò in queste rivendicazioni uno dei principali collanti e moventi per conseguire l’unificazione di etnie, lingue, culture e religioni profondamente diverse tra loro se non, sovente, in aperto conflitto.
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