La salma di Nazario Sauro, avvolta nel tricolore, durante la traslazione sulla motonave “Toscana” (7 Marzo 1947)

 

Nazario Sauro - Salma caricata sul Toscana durante esodo da Pola (7 Marzo 1947)

La salma di Nazario Sauro, avvolta nel tricolore, durante la traslazione a bordo della motonave “Toscana”, avvenuta il 7 Marzo 1947.

L’esumazione e la traslazione della salma di Nazario Sauro dal cimitero militare di Pola venne eseguita dall’Associazione Partigiani Italiani (A.P.I.) di Pola, costituitasi nell’ottobre 1946, il cui segretario provinciale, Dino Leonardo Benussi, condusse personalmente le operazioni effettuate nottetempo e con continua scorta armata, per evitare che gli jugoslavi potessero impedirne lo svolgimento.

L’Associazione Partigiani Italiani si formò a Trieste, Gorizia e Pola in seguito al distacco di alcuni membri dall’Associazione Partigiani Giuliani, dichiaratamente filojugoslava e promotrice dell’annessione dell’intera Venezia Giulia alla Jugoslavia. L’A.P.I., allora affiliato all’A.N.P.I. unitario nazionale, si costituì quindi per differenziarsi marcatamente dall’A.P.G. e per contribuire alla battaglia per l’italianità dell’Istria, di Gorizia e Trieste.

Insieme alla salma di Nazario Sauro, vennero riesumate anche le spoglie del volontario polesano Giovanni Grion, ufficiale dei bersaglieri caduto sull’altopiano di Asiago il 16 giugno 1916, e di sua madre, nonché le ceneri del guardiamarina Sergio Fasulo e del marinaio radiotelegrafista Garibaldi Trolis, periti al largo di Pola nell’affondamento del sommergibile F14. Le cinque salme furono collocate presso una camera ardente allestita all’interno della sede dell’A.P.I. di Pola, e vegliate per un mese da una guardia d’onore di giovani partigiani.

Il 7 marzo 1947 la bara di Nazario Sauro, avvolta nel tricolore, lasciò Pola a bordo della motonave Toscana in direzione di Venezia, seguendo la sorte di migliaia di esuli. Sul Toscana, i cinque feretri furono sistemati sul cassero circondati da corone di fiori. Ultimate le operazioni di imbarco, la nave iniziò la manovra di disormeggio: forte si udì, per tutta Pola, il suono della sirena. Ma quella sirena fu molto più di un semplice fischio che annuncia la partenza di una nave dal porto: rappresentò l’ultimo, triste e malinconico addio di Nazario Sauro alla città italiana di Pola, ormai deserta e invasa di tristezza e dolore. Fuori dal porto l’attendevano unità militari alleate che faranno da scorta a Nazario Sauro fino al limitare di Venezia. La motonave giunse a Venezia la mattina del giorno successivo. Le salme sarebbero state poi trasferite al Lido di Venezia e tumulate nel Tempio Votivo, dedicato a tutti i seicentomila Caduti della Grande Guerra. Alla cerimonia parteciparono numerosi cittadini, autorità militari, politiche e religiose, associazioni d’arma e partigiane, rappresentanze di gran parte dei Comuni del Veneto e della Venezia Giulia. Presiedette il Ministro della Difesa Luigi Gasparotto.

Le salme furono trasportate, verso la loro ultima “dimora” da gruppi misti di marinai, marò del reggimento San Marco, avieri e alpini. Dal 9 marzo 1947, Nazario Sauro riposa nel Tempio Votivo e la sua tomba è rivolta verso l’Istria, il mare Adriatico e la libertà per cui visse, lottò e morì.

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